La scrittrice Lisa Ridzén, che ha dominato le classifiche svedesi con l'opera prima Quando le gru volano a sud (Swedish Book of the Year 2024, pubblicato in Italia da Neri Pozza), incontra il pubblico di Testo 2026 domenica 1° marzo alle ore 12.00, in sala Ginzburg.
Ridzén – che in Stazione Leopolda parteciperà anche all'evento legato ai bookclub – vive in un piccolo villaggio vicino a Östersund, in Svezia. È dottoranda in sociologia e studia l’impatto della mascolinità nelle comunità rurali dell’estremo Nord Svedese, dove lei stessa è cresciuta.
Quando le gru volano a sud è la storia dell’ottantanovenne Bo, la cui solitudine viene interrotta soltanto dalle visite degli assistenti domiciliari che si prendono cura di lui. Bo è arrabbiato con il suo corpo che non obbedisce più, con le sue braccia un tempo forti che ora non riescono a fare più nulla, con le sue dita gonfie che non sanno più nemmeno aprire il barattolo che contiene lo scialle preferito di sua moglie Fredrika. È l’unica cosa che gli è rimasta di lei, da quando è stata trasferita in una casa di cura a Östersund.
Nato dagli appunti che l’équipe di cura del nonno dell'autrice ha consegnato alla famiglia, questo romanzo è un ritratto delicato e potente dell’ultima età della vita.
Ridzén – che in Stazione Leopolda parteciperà anche all'evento legato ai bookclub – vive in un piccolo villaggio vicino a Östersund, in Svezia. È dottoranda in sociologia e studia l’impatto della mascolinità nelle comunità rurali dell’estremo Nord Svedese, dove lei stessa è cresciuta.
Quando le gru volano a sud è la storia dell’ottantanovenne Bo, la cui solitudine viene interrotta soltanto dalle visite degli assistenti domiciliari che si prendono cura di lui. Bo è arrabbiato con il suo corpo che non obbedisce più, con le sue braccia un tempo forti che ora non riescono a fare più nulla, con le sue dita gonfie che non sanno più nemmeno aprire il barattolo che contiene lo scialle preferito di sua moglie Fredrika. È l’unica cosa che gli è rimasta di lei, da quando è stata trasferita in una casa di cura a Östersund.
Nato dagli appunti che l’équipe di cura del nonno dell'autrice ha consegnato alla famiglia, questo romanzo è un ritratto delicato e potente dell’ultima età della vita.